Casa Ghia

La Colombara dei Ghia è una piccola frazione nel cuore dell'Oltrepò pavese sulla strada che porta a Schizzola

Colombara dei Ghia

La Colombara dei Ghia è una piccola frazione nel cuore dell’Oltrepò pavese sulla strada che porta a Schizzola. La seconda di altre frazioni: Mogliazza, Trebbio, Nebbiolo, Sant’Antonino. Conta una decina di abitanti ed è circondata da vigneti, campi e boschi che aiutano a rendere il luogo ideale per chi abbia voglia di stare bene, in un contesto naturale molto bello.  Si è nella natura, quella vera e di radicata tradizione. Per gli ospiti “La guida di Casa Ghia” dove leggere la descrizione di CàMia e di tutto ciò che ha al suo interno. Poi tanti consigli su dove mangiare, dove bere, dove trovare i “negozi di una volta”, quelli che non ti aspetti, dove la spesa è già una storia da raccontare e dove trovi tanto della tradizione dell’Oltrepò. Poi “La via della sete” non presente su googlemap ma presente sul territorio. Percorrendola conoscerai storie di vigne, di cantine, di vini in botti; lungo la via della sete bere diventa una vera e propria esperienza da vivere con calma e con un buon calice di vino in mano.

In questo caso l’Oltrepo con la sua gente. Pillole di curiosità che danno significato e importanza a questo angolo sperduto angolo di Italia chiamato Oltrepo pavese dove sembra, solo all’apparenza, che non ci sia niente da vedere e da scoprire.

Pillole di curiosità. 

Ai miei ospiti il piacere di gustarle.

La mia ospitalità

Ovunque sia andato ho cercato di non sentirmi mai un ospite. Per un giorno, un mese, un anno.

E’ stato così quando ho frequentato la vera “Milano da bere” difficile da scoprire ma bella da frequentare. Quando a l’Avana Vieja cenavo nei “Particulares” veri antesignani della condivisione degli spazi familiari; capaci di farti vivere esperienze culinarie uniche.

A Rio de Janeiro, alla scoperta dei locali di bossa nova. Nelle stradine laterali della Prospect Nievski, veri cuori pulsanti della vita di San Pietroburgo dove andavo, pur non capendo nulla, a fare spesa nei locali negozi di alimentari a dir poco unici.

 O ancora, nei barrios di una Lisbona dove è impossibile non sentirsi uno di casa.

Luoghi scoperti facendo tesoro delle indicazioni e dei racconti di chi in questi luoghi viveva e vive che mi permettevano di far parte della vita locale piuttosto che delle tradizionali rotte turistiche.

Sono state queste informazioni a rendere i miei viaggi esperienze uniche. Fare ospitalità, è anche questo. Condividere informazioni, notizie, storie che contribuiscono a rendere ancora più interessanti storie, luoghi e le persone; è il caso dell’Oltrepò Pavese e della sua gente.

Il cortile di Casa Ghia

È il cortile il centro di tutta la storia e la tradizione di Casa Ghia.
Nel cortile di Casa Ghia sono transitate tutte le generazioni della nostra famiglia.
Nel cortile di Casa Ghia le donne anziane alla sera,finito di mangiare e rassettare, si mettevano sedute davanti all’ uscio e a distanza dialogavano fino all’imbrunire.
Poi si alzavano,con un cenno si salutavano, si tiravano dietro la porta e si abbandonavano al sonno ristoratore fino all’alba.
Nel cortile e attraverso il cortile i bambini di Casa Ghia sono cresciuti e diventati uomini.
Numerosi i pranzi della domenica quando tutta la famiglia e non solo si trovava a perdersi in chiacchiere fino al tardo pomeriggio quando il silenzio e la quiete si rimpossessavano del cortile.
È nel cortile che si affacciano Ca’ Grande e Ca’ Mia,le due case che ho condiviso con i miei ospiti insieme alla storia e alla tradizione di questo piccolo angolo di Oltrepo pavese. 

L'Autunno

Settembre è il mese ideale per camminare e a Casa Ghia non mancano le opportunità per passeggiate che, attraverso le mulattiere, ti portano in mezzo alle vigne, ai boschi, agli oliveti.
Il tutto mentre la vendemmia avanza e la raccolta si fa sempre più intensa, prima con l’uva bianca, poi con quella nera.
Uno dei percorsi più belli è quello che da Casa Ghia scende a valle per poi risalire sulla collina di fronte.
Si passa attraverso la frazione di Lavaggio e poi si sale sempre seguendo la mulattiera.
Si può arrivare fino in cima alla collina dove c’è “l’albero solitario” ora meno solo visto che a fianco sono cresciuti molti altri alberi.
Il panorama lungo tutto il percorso è a dir poco splendido ed è bello vedere Casa Ghia, la Colombara dei Ghia, le prime case di Trebbio e in alto anche le case di Nebiolo da una postazione a dir poco esclusiva.
Una passeggiata che alterna zone di sole a zone di ombra; vigneti a boschi.
Non ci sono case quindi è facile incontrare caprioli che mangiano e si rifocillano presso alcuni rivoli di acqua che si incontrano lungo il percorso. Un paio d’ore totale immersione in una natura a dir poco straordinaria.
Ampiamente consigliato!

La primavera

14 aprile, è sera. Per la prima volta nell’anno le finestre rimangono aperte e si cena con la vista sulla valle. Il freddo sta finendo e la primavera è oramai arrivata. CàMia si prepara alla nuova stagione, forse la più bella. L’inverno lo si adora per le sue atmosfere intime e calde da vivere in casa con la stufa accesa e il letto caldo, ma la primavera e questi primi timidi caldi in cui tutto si apre e sboccia non hanno eguali. La strada che da CàMia porta in mezzo alle vigne e poi, se vuoi, su per la collina fino all’albero solitario chiama per una passeggiata immersa in una natura che va, via via, risvegliandosi. Il sole tarda a scendere e questo dà la possibilità di vivere più a lungo la giornata  La cena anticipa di poco il tramonto.  Una buona bottiglia di vino, il calice pieno, piatti semplici per evitare di perdere troppo tempo ai fornelli e la sera fatta di chiacchiere e di risate. A CàMia le giornate sono tutte da vivere.